News dalla Rete

Web Magazine by Antonello Camilotto

Approfondimenti, sicurezza e cultura digitale

Autore: Educazione Digitale 2 luglio 2026
Il SIM swapping è una forma di frode informatica che colpisce i numeri di telefono cellulari e può avere conseguenze molto serie, soprattutto perché spesso viene utilizzato per accedere a conti bancari, account social e servizi digitali protetti da autenticazione a due fattori tramite SMS. Cos’è il SIM swapping Il SIM swapping (o “scambio di SIM”) è una tecnica con cui un criminale riesce a far attivare una nuova SIM card con il numero di telefono della vittima. In pratica, il numero telefonico viene “trasferito” senza autorizzazione su una SIM in possesso dell’attaccante. Una volta completato il trasferimento, la SIM originale della vittima smette di funzionare: non riceve più chiamate, SMS o dati. Da quel momento, il truffatore può ricevere tutti i messaggi destinati al numero, inclusi i codici di sicurezza per accedere a servizi online. Come avviene l’attacco Il SIM swapping non richiede necessariamente competenze tecniche avanzate, ma si basa soprattutto sull’ingegneria sociale. Le fasi tipiche sono: Raccolta di informazioni sulla vittima Gli attaccanti raccolgono dati personali tramite social network, phishing, fughe di dati o altre fonti pubbliche. Contatto con l’operatore telefonico Il criminale si spaccia per la vittima e contatta l’operatore telefonico, cercando di convincerlo a trasferire il numero su una nuova SIM. Attivazione della nuova SIM Se la procedura va a buon fine, la SIM della vittima viene disattivata e il numero passa all’attaccante. Accesso agli account personali Con il controllo del numero, il criminale può resettare password e ricevere codici OTP (one-time password) via SMS per accedere a email, conti bancari e social media. Perché è pericoloso Il SIM swapping è particolarmente pericoloso perché sfrutta un punto debole comune: l’uso degli SMS come metodo di autenticazione a due fattori. I principali rischi includono: furto di denaro da conti bancari o wallet digitali accesso a email personali (che spesso permettono ulteriori reset password) compromissione di account social e identità digitale possibili danni reputazionali o estorsioni In molti casi, la vittima si accorge del problema solo quando il telefono smette improvvisamente di funzionare. Segnali di un possibile attacco Alcuni indizi possono aiutare a riconoscere un SIM swapping in corso: perdita improvvisa del segnale senza motivo impossibilità di ricevere chiamate o SMS notifiche di accessi sospetti agli account email o messaggi di reset password non richiesti Come proteggersi Anche se non esiste una protezione assoluta, ci sono diverse misure efficaci per ridurre il rischio: evitare di usare SMS come unico metodo di autenticazione a due fattori preferire app di autenticazione come Google Authenticator o sistemi simili impostare un PIN o una password con il proprio operatore telefonico limitare la quantità di informazioni personali condivise online attivare notifiche di accesso sugli account più importanti utilizzare password diverse e complesse per ogni servizio Cosa fare in caso di attacco Se si sospetta un SIM swapping: contattare immediatamente il proprio operatore telefonico per bloccare la linea modificare le password degli account principali da un dispositivo sicuro avvisare la banca e controllare eventuali movimenti sospetti segnalare l’accaduto alle autorità competenti Il SIM swapping è una minaccia in crescita che sfrutta la fiducia nei sistemi telefonici e la debolezza dell’autenticazione via SMS. La consapevolezza e l’adozione di metodi di sicurezza più moderni sono fondamentali per ridurre il rischio di diventare vittime di questo tipo di attacco. 
Autore: Educazione Digitale 2 luglio 2026
Negli ultimi anni i codici QR sono diventati uno strumento di uso quotidiano. Li utilizziamo per consultare il menu di un ristorante, effettuare pagamenti digitali, scaricare applicazioni, accedere a siti web o ottenere informazioni su prodotti e servizi. Proprio questa diffusione ha attirato l'attenzione dei cybercriminali, che hanno sviluppato una nuova tecnica di frode chiamata QRishing. Cos'è il QRishing Il termine QRishing nasce dalla combinazione di "QR" e "phishing". Si tratta di una truffa informatica nella quale i criminali utilizzano un codice QR per indirizzare la vittima verso un sito web fraudolento o per indurla a compiere azioni che compromettono la sicurezza dei propri dati. A differenza delle tradizionali email di phishing, nelle quali è possibile controllare il link prima di cliccare, con un codice QR l'indirizzo del sito rimane nascosto fino alla scansione. Questo rende più difficile riconoscere un tentativo di frode. Come funziona la truffa Il meccanismo è semplice ma estremamente efficace. I truffatori creano un codice QR che rimanda a una pagina web contraffatta, progettata per imitare siti affidabili come banche, corrieri, enti pubblici o piattaforme di pagamento. La vittima scansiona il codice con lo smartphone e viene invitata a: inserire le credenziali di accesso; digitare i dati della carta di credito; confermare un pagamento; scaricare un'applicazione dannosa; autorizzare operazioni bancarie. Una volta ottenute queste informazioni, i criminali possono rubare denaro, accedere agli account personali o utilizzare i dati per ulteriori frodi. Dove si possono trovare i codici QR fraudolenti I codici QR malevoli possono comparire praticamente ovunque. Tra i casi più comuni troviamo: adesivi applicati sopra i QR originali nei parcheggi o nei parcometri; volantini e manifesti pubblicitari; email che invitano a scansionare un codice per verificare un pagamento o aggiornare un account; messaggi SMS o applicazioni di messaggistica; social network; finte fatture o comunicazioni di presunti corrieri. In alcuni casi i truffatori sostituiscono persino il codice QR autentico con uno falso, rendendo molto difficile accorgersi dell'inganno. I rischi per gli utenti Le conseguenze del QRishing possono essere molto serie. Tra i principali rischi figurano: furto di password e credenziali; sottrazione di dati bancari; installazione di malware sul dispositivo; accesso non autorizzato agli account personali; perdite economiche dovute a pagamenti fraudolenti. Le aziende non sono immuni da questa minaccia: un dipendente che scansiona un QR compromesso potrebbe esporre anche i sistemi informatici dell'organizzazione. Come difendersi La prevenzione rimane l'arma più efficace contro il QRishing. Alcuni semplici accorgimenti possono ridurre notevolmente il rischio. Prima di scansionare un codice QR è opportuno verificare che non sia stato coperto da adesivi sospetti o alterato. Dopo la scansione, è consigliabile controllare attentamente l'indirizzo web visualizzato dallo smartphone prima di aprirlo. È inoltre importante non inserire mai dati personali o bancari su siti di cui non si è certi dell'autenticità e diffidare dei messaggi che creano un senso di urgenza, come richieste di pagamento immediato o aggiornamenti obbligatori dell'account. Mantenere aggiornato il sistema operativo dello smartphone e utilizzare software di sicurezza affidabili rappresenta un'ulteriore misura di protezione. Il ruolo della consapevolezza Come accade per molte truffe informatiche, il QRishing sfrutta soprattutto la fiducia e la distrazione delle persone. I criminali fanno leva sull'abitudine di scansionare rapidamente un codice senza verificarne la provenienza. Per questo motivo è fondamentale promuovere la cultura della sicurezza digitale, sia tra i privati sia nelle aziende, attraverso attività di formazione e sensibilizzazione. I codici QR sono strumenti estremamente utili e continueranno a essere parte integrante della nostra vita quotidiana. Tuttavia, la loro praticità può trasformarsi in un punto debole se utilizzati senza le dovute precauzioni. Prestare attenzione alla provenienza dei codici, verificare sempre i siti web prima di inserire dati sensibili e mantenere un atteggiamento prudente rappresentano le migliori difese contro il QRishing.  In un contesto in cui le minacce informatiche evolvono continuamente, la consapevolezza resta il primo e più efficace strumento di protezione.
Autore: Educazione Digitale 2 luglio 2026
Il mercato dell’eCommerce in Italia continua a crescere e a consolidarsi come uno dei pilastri del sistema economico digitale del Paese. Nel 2026, il valore degli acquisti online degli italiani ha superato i 66,6 miliardi di euro, registrando un incremento del +6% rispetto all’anno precedente, segnando una fase di maturità ma ancora di espansione costante del settore. Questa crescita è trainata sia dal comparto dei prodotti sia da quello dei servizi. L’eCommerce di prodotto raggiunge circa 42,6 miliardi di euro, mentre i servizi si attestano attorno ai 24 miliardi. Entrambi i segmenti crescono con un ritmo simile, a conferma di un mercato ormai strutturato e diversificato. Uno degli indicatori più significativi è la penetrazione dell’online sul totale del retail, che nei prodotti arriva all’11,5%. Questo dato evidenzia come una parte sempre più rilevante dei consumi si stia spostando verso i canali digitali, pur rimanendo ancora spazio per una crescita futura rispetto ad altri Paesi europei più avanzati nella digitalizzazione dei consumi. Dal lato dei consumatori, l’eCommerce italiano coinvolge circa 35 milioni di persone. Il profilo dell’acquirente online è cambiato profondamente negli ultimi anni: l’età media si è allineata a quella della popolazione generale (circa 48 anni) e la diffusione è diventata più omogenea sul territorio, non più concentrata solo nelle grandi città. Anche il tessuto delle imprese digitali mostra segnali di trasformazione. Le aziende attive nell’eCommerce sono circa 87.000, con una lieve contrazione rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il mercato si sta selezionando: diminuiscono gli operatori meno solidi mentre cresce la qualità media delle imprese, in particolare tra le micro e piccole aziende che rappresentano oltre il 90% del totale. I settori più dinamici includono Beauty & Pharma, che cresce più della media, insieme a comparti come elettronica, moda, arredamento e food & grocery. Anche i servizi, in particolare assicurazioni e turismo, mostrano una forte spinta verso la digitalizzazione. Il mercato eCommerce in Italia si trova in una fase di maturità evolutiva: non cresce più in modo esplosivo come negli anni della diffusione iniziale, ma continua a espandersi in modo stabile e strutturale. Il futuro del settore sarà sempre più legato alla qualità dell’esperienza utente, alla logistica, ai pagamenti digitali e all’integrazione con nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale e i sistemi di personalizzazione avanzata. 
Autore: News 2 luglio 2026
Il CERT-AgID, il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale, ha segnalato una nuova campagna di phishing che prende di mira i cittadini con false comunicazioni sulla presunta sostituzione della tessera. Le email, che ripropongono uno schema già emerso nei mesi di gennaio e febbraio, informano il destinatario della necessità di richiedere una nuova tessera sanitaria e lo invitano a inserire dati personali e informazioni di pagamento per completare la procedura. Si tratta di un tentativo di frode finalizzato al furto di dati sensibili e delle credenziali di pagamento. Le autorità ricordano che il Ministero della Salute non invia mai email per chiedere la sostituzione della tessera sanitaria né richiede pagamenti online. Il rinnovo avviene automaticamente e la nuova tessera viene spedita gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate all'indirizzo di residenza dell'intestatario. In caso di dubbi, è consigliabile non cliccare sui link contenuti nei messaggi sospetti, non fornire dati personali e segnalare l'accaduto alle autorità competenti. 
Autore: News 2 luglio 2026
I bambini stanno adottando l'intelligenza artificiale a un ritmo nettamente superiore rispetto agli adulti, ma le misure di tutela non tengono il passo. È quanto emerge da una nuova analisi dell'UNICEF, secondo cui almeno 20 milioni di minori in dieci Paesi hanno già utilizzato strumenti di IA, spesso per studiare, svolgere i compiti o persino cercare consigli su questioni personali. L'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia evidenzia che i più giovani stanno integrando l'intelligenza artificiale nella vita quotidiana con una velocità oltre tre volte superiore a quella degli adulti, sulla base dei dati raccolti nei dieci Paesi analizzati. Tra i risultati più significativi, oltre 2 milioni di bambini, pari a circa uno su dieci, affermano di ricorrere all'IA per ricevere consigli su problemi e preoccupazioni personali. Sono invece circa 13 milioni quelli che utilizzano questi strumenti come supporto per lo studio e i compiti scolastici. Per l'UNICEF, la rapida diffusione dell'intelligenza artificiale sta superando la capacità di governi e istituzioni di regolamentarne l'impiego, lasciando i minori particolarmente vulnerabili. "I bambini sono maggiormente esposti ai sistemi di IA, al modo in cui sono progettati, ai modelli di business su cui si basano e all'utilizzo dei loro dati personali, ma hanno molte meno possibilità di evitarli o contestarli", sottolinea l'agenzia, evidenziando come la maggior parte degli attuali sistemi di governance dell'IA non metta i diritti e gli interessi dei minori al centro. L'organizzazione richiama inoltre l'attenzione sull'incertezza che ancora circonda gli effetti a lungo termine dell'intelligenza artificiale sullo sviluppo dei più giovani. Le evidenze scientifiche sul suo impatto in termini di sviluppo cognitivo, dipendenza emotiva ed esposizione ai rischi sono ancora limitate. "Di fatto, un'intera generazione sta crescendo all'interno di un esperimento globale", avverte il rapporto. Anche i bambini esprimono forti preoccupazioni sull'uso di questa tecnologia. Un terzo degli intervistati teme che l'intelligenza artificiale possa essere impiegata per truffare, ingannare le persone o diffondere disinformazione, mentre un quarto dichiara di avere paura che immagini o video personali possano essere manipolati per creare deepfake a contenuto sessualmente esplicito. Secondo l'UNICEF, molti sistemi di intelligenza artificiale raggiungono oggi i minori senza adeguate misure di protezione. La sicurezza, conclude l'agenzia, sembra essere stata considerata "solo in un secondo momento", anziché rappresentare un elemento fondamentale nella progettazione di queste tecnologie. 
Autore: Educazione Digitale 1 luglio 2026
Quante volte hai digitato velocemente l'indirizzo di un sito web? Nella maggior parte dei casi non succede nulla, ma un semplice errore di battitura potrebbe condurti su un sito creato per rubare dati personali. Ogni giorno milioni di persone navigano sul web digitando l'indirizzo di un sito direttamente nella barra del browser. Basta però una semplice distrazione, una lettera sbagliata o un errore di battitura per finire su una pagina completamente diversa da quella desiderata. È proprio su questa disattenzione che si basa il typosquatting, una delle tecniche più diffuse utilizzate dai criminali informatici per ingannare gli utenti. Il termine "typosquatting" deriva dall'unione delle parole inglesi "typo" (errore di battitura) e "squatting" (occupazione abusiva). La pratica consiste nel registrare nomi di dominio molto simili a quelli di siti famosi, modificando una sola lettera, invertendo due caratteri, eliminandone uno oppure utilizzando estensioni differenti. L'obiettivo è intercettare gli utenti che digitano l'indirizzo in modo errato. Ad esempio, chi intende visitare il sito della propria banca, di un social network o di un negozio online potrebbe ritrovarsi su una copia quasi identica all'originale. Questi siti contraffatti possono chiedere di inserire credenziali di accesso, dati personali o informazioni sulle carte di pagamento. In altri casi possono contenere pubblicità ingannevoli oppure installare malware sul dispositivo della vittima. Il typosquatting rappresenta un rischio sia per i cittadini sia per le aziende. Gli utenti possono subire il furto di dati sensibili, perdite economiche o il compromesso dei propri account. Le imprese, invece, rischiano danni alla reputazione, perdita di clienti e utilizzo illecito del proprio marchio da parte di soggetti malintenzionati. Esistono diverse varianti di questa tecnica. Alcuni domini sfruttano lettere visivamente simili, come la "l" minuscola e la "I" maiuscola, oppure sostituiscono caratteri con numeri o simboli che, a prima vista, sembrano identici. Altri utilizzano estensioni differenti, ad esempio ".net" al posto di ".com", oppure aggiungono o eliminano un trattino per rendere il dominio apparentemente autentico. Difendersi dal typosquatting è possibile adottando alcune semplici precauzioni. È consigliabile verificare sempre con attenzione l'indirizzo del sito prima di inserire dati personali, utilizzare i preferiti del browser per accedere ai servizi più importanti ed evitare di cliccare su link ricevuti tramite e-mail o messaggi sospetti. È inoltre fondamentale mantenere aggiornati browser e antivirus, che spesso sono in grado di rilevare siti fraudolenti. Anche le aziende possono adottare misure preventive registrando varianti del proprio nome di dominio, monitorando la presenza di domini simili e intervenendo tempestivamente quando vengono individuati tentativi di abuso. Con l'aumento delle attività svolte online, dalla gestione del conto corrente agli acquisti fino ai servizi della pubblica amministrazione, prestare attenzione ai dettagli è diventato essenziale. Un semplice errore di digitazione può trasformarsi in un grave problema di sicurezza.  Conoscere il fenomeno del typosquatting e sviluppare una maggiore consapevolezza digitale rappresentano strumenti fondamentali per proteggere la propria identità e navigare in rete in modo più sicuro.
Autore: News 1 luglio 2026
Manca ancora più di un anno, ma la direzione è ormai tracciata: da gennaio 2028 tutti i nuovi giochi destinati alle console PlayStation saranno distribuiti esclusivamente in formato digitale. Sony ha ufficializzato una decisione destinata a segnare una svolta per l'intero settore videoludico, mettendo definitivamente da parte il supporto fisico. Una scelta in linea con il mercato L'annuncio non arriva del tutto a sorpresa. Da tempo il mercato mostra una crescente preferenza per il digitale, con download e acquisti online che hanno ormai superato le vendite delle copie fisiche. Sony spiega infatti che la decisione nasce dalla necessità di adeguarsi alle nuove abitudini dei consumatori e all'evoluzione dell'industria dell'intrattenimento. Nel comunicato l'azienda afferma che, a causa del progressivo spostamento della domanda verso i contenuti digitali, interromperà la produzione dei dischi per tutti i nuovi giochi PlayStation a partire da gennaio 2028. Una scelta che riflette l'andamento del mercato, ma che inevitabilmente farà discutere. Molti giocatori, soprattutto gli appassionati legati al collezionismo e al formato fisico, non avranno più la possibilità di scegliere tra disco e download. Solo download per i nuovi giochi Dalla data indicata, tutte le nuove uscite saranno acquistabili esclusivamente tramite PlayStation Store o presso i rivenditori autorizzati in formato digitale. In alcuni casi questa tendenza è già evidente: alcuni titoli in preordine vengono venduti in confezioni che contengono soltanto un codice per il download, senza alcun disco. Sony precisa comunque che il cambiamento non interesserà i giochi già pubblicati né quelli che arriveranno sul mercato prima di gennaio 2028 anche in versione fisica. Un indizio sul futuro di PS6? L'annuncio alimenta inevitabilmente le speculazioni sulla prossima generazione di console. Se i giochi non saranno più distribuiti su disco, diventa sempre più plausibile che PlayStation 6 possa essere proposta senza lettore ottico, seguendo una strada già intrapresa con PlayStation 5 Pro, disponibile anche senza unità disco integrata.  Resta da vedere se anche Microsoft deciderà di seguire la stessa strategia con la futura Xbox. Il nodo dello spazio di archiviazione La transizione al digitale, tuttavia, porta con sé anche nuove sfide. Con giochi sempre più pesanti sarà necessario disporre di SSD con capacità sempre maggiori, proprio mentre il settore tecnologico deve fare i conti con le difficoltà legate alla produzione e ai costi delle memorie. Un fattore che potrebbe incidere sul prezzo complessivo dell'esperienza di gioco e rendere l'hardware sempre più costoso per gli utenti.
Autore: News 30 giugno 2026
Per la prima volta dal 2017, la Cina torna in vetta alla classifica mondiale dei supercomputer. Il sistema LineShine, installato presso il National Supercomputing Center di Shenzhen, ha conquistato il primo posto nella graduatoria TOP500, superando l'americano El Capitan, finora leader del settore. Secondo i dati del progetto TOP500, LineShine raggiunge una potenza di 2,198 exaflop, pari a oltre due quintilioni di calcoli al secondo. Insieme a El Capitan e ad altri tre sistemi statunitensi, è uno dei soli cinque supercomputer exascale al mondo con prestazioni verificate pubblicamente. Una delle caratteristiche distintive del supercomputer cinese è l'utilizzo esclusivo di processori tradizionali (CPU), senza ricorrere alle GPU normalmente impiegate nelle applicazioni di intelligenza artificiale. Il sistema richiede circa 42,2 megawatt di energia per funzionare. I supercomputer svolgono un ruolo cruciale nella ricerca scientifica, consentendo di affrontare problemi complessi come la scoperta di nuovi farmaci, le previsioni climatiche e la simulazione di fenomeni cosmici. Sono inoltre fondamentali per lo sviluppo e l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. L'Europa mantiene una presenza significativa nella top 10 con quattro sistemi, anche se il tedesco Jupiter è sceso al quinto posto. Tra i Paesi rappresentati nelle prime venti posizioni figurano anche Italia, Svizzera, Spagna, Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito. Sul fronte politico, il premier cinese Li Qiang ha difeso i progressi tecnologici del Paese durante il World Economic Forum di Dalian, sostenendo che l'ascesa dell'industria high-tech cinese debba essere considerata un'opportunità globale e non una minaccia. Li ha inoltre respinto le critiche occidentali sui sussidi statali, affermando che l'innovazione cinese può favorire una più ampia diffusione delle tecnologie avanzate e benefici condivisi a livello internazionale. Nel frattempo, l'Unione europea punta a rafforzare la propria competitività con un piano da 20 miliardi di euro destinato allo sviluppo di infrastrutture di supercalcolo e gigafactory per l'intelligenza artificiale. 
Autore: News 25 giugno 2026
Addio al numero di telefono su WhatsApp: l’app di messaggistica più diffusa al mondo si prepara a introdurre i nomi utente, una svolta attesa da anni che potrebbe cambiare il modo in cui le persone si contattano. Da oggi alcuni utenti possono già riservare il proprio username, scegliendo un identificativo univoco che sostituirà progressivamente la necessità di condividere il numero di telefono per avviare una chat. La funzione, secondo il piano di rilascio, diventerà operativa entro la fine dell’anno e sarà distribuita in modo graduale. Con questo aggiornamento, gli utenti potranno essere cercati e aggiunti tramite nome utente, rendendo più semplice la gestione della privacy e riducendo la diffusione del numero personale. Un cambiamento che avvicina Meta agli standard già adottati da altre piattaforme social. La fase di riserva degli username serve a evitare duplicazioni e a garantire una transizione ordinata: chi si muove per primo potrà assicurarsi il proprio nome preferito, mentre gli altri dovranno scegliere alternative disponibili. Resta il nodo dell’impatto sull’uso quotidiano: per anni il numero di telefono è stato il cuore dell’identità su WhatsApp. Con i nomi utente, l’app entra in una nuova fase, più simile a un social network, dove l’identità digitale diventa più flessibile e meno legata ai dati personali. 
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