I paradossi del mondo LGBTQIA+
La comunità LGBTQIA+ ha raggiunto un livello di inclusione e frammentazione tale che ormai il vero paradosso non è più farsi accettare dalla società, ma riuscire a fare l'appello a una cena tra amici senza rischiare un incidente diplomatico internazionale.
Ecco serviti i tre grandi paradossi del politicamente corretto arcobaleno:
▪️ Il paradosso della classificazione infinita: Più lottiamo per abbattere le etichette binarie e rigide della società, più ne inventiamo di nuove, iper-specifiche e microscopiche. Siamo passati dal "vivi e lascia vivere" a dover scaricare un PDF di 400 pagine solo per capire se il tuo partner è un demisessuale aromantico non-binario con tendenze fluttuanti verso il lunedì.
▪️ Il paradosso dell'inclusione esclusiva: Per essere sicuri di non lasciare nessuno indietro, l'acronimo si sta allungando così tanto che presto servirà un mutuo solo per comprarne la maglietta. Più lettere aggiungiamo, più rischiamo di creare una torre di Babele identitaria dove chi non si ritrova esattamente nella lettera giusta si sente... beh, escluso dall'inclusione.
▪️Il paradosso della trasparenza opaca: Lottiamo da decenni per gridare al mondo: "Siamo persone normali, smettetela di ridurci solo a quello che facciamo a letto!". Poi, puntualmente, organizziamo i Pride sfilando seminudi su carri sonori grandi come condomini, urlando slogan sessualmente espliciti. Un ottimo modo per spiegare alla sciura Maria che siamo molto più dei nostri genitali, mentre ce li sventoliamo in faccia a ritmo di techno.
Insomma, volevamo la libertà di essere chiunque volessimo, e ci siamo riusciti così bene che adesso non sappiamo più neanche chi siamo noi, figuriamoci gli altri.
© 𝗯𝘆 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
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