L'integrazione è completa: hanno imparato pure a votare
C'è un nuovo allarme sociale che sta sconvolgendo i bar di periferia e i talk show: gli stranieri non rubano più solo i posti di lavoro tradizionali, quelli umili e faticosi. No, si sono spinti molto oltre. Hanno iniziato a fare quella mansione usurante, sottopagata e ormai snobbata dai locali: votare a sinistra.
Sì, perché mentre il cittadino autoctono medio, armato di aperitivo e frustrazione, ha deciso che l'unica alternativa accettabile è fluttuare verso destre sempre più cosmiche ed esoteriche, i nuovi arrivati cascano nel vecchio tranello democratico. Arrivano in Italia pieni di speranza, sognando un futuro migliore, e finiscono dritti nelle braccia di un programma elettorale incentrato su diritti civili, welfare universale e ZTL.
Un vero cortocircuito culturale. Gli italiani volevano braccia per l'agricoltura, la cura della persona e l'edilizia; si ritrovano con elettori affezionati che leggono programmi politici lunghi e credono ancora nella redistribuzione della ricchezza.
Insomma, un paradosso imperdibile: l'unico settore in cui c'è ancora pieno inserimento lavorativo è proprio l'opposizione parlamentare. E mentre la sinistra cerca di capire come intercettare il nuovo elettorale, viene da chiedersi: se continuano così, chi farà il lavoro sporco di votare per i partiti di governo?
E tu, hai già trovato il tuo straniero di fiducia che ti spiega la mozione congressuale?
© 𝗯𝘆 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
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