Il brivido del miliardo bloccato: manuale di sopravvivenza burocratica
In Italia abbiamo un superpotere formidabile: sappiamo stanziare miliardi di euro con la stessa naturalezza con cui si ordina un caffè. Peccato che l'istante successivo scatti un terrore atavico, ancestrale e paralizzante: la paura di compilare male il modulo F24 della transizione ecologica.
Così, mentre l'Europa immagina ponti del futuro e boschi verticali, i nostri fondi fanno una fine magnifica e immobile. Si ibernano nei cassetti, protetti da una sacra muraglia di veti incrociati. È una partita a scacchi tra Ministeri ipocondriaci, Regioni in vena di melina, Comuni ribelli e Soprintendenze che porrebbero il vincolo storico pure a un monopattino.
Il risultato? Miliardi di euro ibernati nello spazio-tempo burocratico. Lì, fermi e intonsi, generano un'ansia da prestazione collettiva talmente forte che nessuno osa toccarli per timore di finire sotto inchiesta per aver asfaltato una zolla protetta dal WWF.
Siamo l'unico Paese al mondo in cui i soldi ci sono, ma spenderli è considerato reato di lesa lentezza. E allora viva la stasi! Non si costruisce nulla, non si sbaglia nulla, e l'unica infrastruttura che funziona davvero è il nostro eterno, inossidabile e formidabile blocco mentale.
© 𝗯𝘆 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
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